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SEO black hat

Black Hat SEO

Come in tutti i campi anche nella SEO c'è chi prova a guadagnare posizioni più in fretta tentando di manipolare e aggirare l'algoritmo.

 

Per nostra esperienza possiamo affermare che chiunque si occupasse di SEO nei primi anni 2000 in qualche modo aggirava l'algoritmo ottenendo ottimi risultati e anche molto in fretta, ma non doveva combattere con un algoritmo sofisticato come quello odierno. Oggi è sicuramente consigliabile seguire le linee guida imposte dai motori e anche se si impiegherà più tempo, se richiederà più risorse e se dovremo rivolgerci a un esperto sarà sicuramente più conveniente perché ne ricaveremo un risultato inattaccabile e soprattutto non ci alzeremo ogni mattina col terrore di vedere il sito precipitato nelle ultime pagine.

 

Il rischio nell'eseguire queste tecniche è molto alto, la penalizzazione può essere molto severa e farci precipitare nell'oblio per tempi molto lunghi.

 

Google è sicuramente il motore di ricerca più conosciuto e utilizzato al mondo, ma questo non è dovuto a fortuan o casualità. Infatti si impegna a fornire risultati di ricerca che siano sempre più pertinenti possibili, affinando l'algoritmo in modo da evitare contenuti poco interessanti o rilevanti. La Black Hat SEO nuoce a questo obiettivo perché, se non individuata, può portare siti che non offrono contenuti di qualità nelle prime posizioni, abbassando la reputazione del motore di ricerca. Proprio per questo cerca di contrastare con ogni mezzo tutte le tecniche SEO fraudolente.

 

Infine non pensiamo che queste tecniche vengano messe in campo da sprovveduti, spesso sono esperti SEO con una notevole esperienza che nel corso degli anni hanno capito dove agire per aggirare le regole, consapevoli che non sarà un risultato duraturo ma che se ben monetizzato nel periodo di visibilità potrà fruttare abbastanza.

 

 

La scelta del nome

 

Black Hat SEO deriva dal look dei cattivi che nei film western in genere indossano un cappello nero, mentre i buoni un cappello bianco.

 

Infatti una volta individuati i siti che attuano queste tecniche manipolative Google li mette in una specie di black list dei cattivi, dalla quale non è così facile uscire e riscattarsi.

 

 

Black hat SEO

 

 

Alcune tencniche di Black Hat SEO

 

Partiamo da una cosa molto semplice, facilissima da individuare e che ormai non porta più quasi nessun risultato, anche se in alcuni casi si possono vedere dei balzi in avanti anche fino alle prime posizioni per poi tornare giù dopo poco: ripetere all'esagerazione le parole chiave tra meta tag title e description, contenuti, titoli, testi alternativi ecc.

 

Il cloaking invece è già una tecnica più elaaborata, consiste nel creare due versioni della home page, ad esempio mediante PHP o altri linguaggi web, una versione dedicata agli utenti e una che verrà mostrata solo ai crawler dei motori di ricerca, molto ottimizzata e sicuramente meno estetica.

 

Inserire testi nascosti, per esempio colore su colore oppure in livelli che vengono caricati fuori dalla visuale del monitor, con testi molto lunghi e ottimizzati.

 

Acquistare link in siti o peggio fare in modo che vengano generati automaticamente per averne tanti e manipolare la link popularity, questa tecnica non fa confusa con la link building fatta in modo serio e senza forzature o pagamenti ai siti che proporrano i link, ma inviando articoli interessanti che invoglieranno i blogger a linkare l'autore per esempio.

 

Creare un numero elevato di doorway pages piene di parole chiave che linkano un sito per farlo crescere di popolarità.

 

Lo swapping consiste nel creare una paggina piena di parole chiave e appena si posiziona sostituirla con una più in linea con le norme del motore di ricerca.

 

Il pingback spam consiste nel creare un programma che effettui tanti ping nelle pagine di un sito per far credere al motore che sono moto visitate, questa è uan tencnica molto dubbia perché Google ha sempre dichiarato che non ha rilevanza il numero delel visite nel posizionamento, tuttavia test fatti da guru della SEO hanno dimostrato il contrario, ma la verità non la saperemo mai.

 

Acquistare domini scaduti con una notevole autorità agli occhi dei motori per poi costruirci sopra il proprio sito, questo devo dire che se si resta in un argomento non troppo distante da quello originario può dare i suoi frutti, sicuramente meglio che partire da zero con un dominio nuovo.

 

Il cracking consiste nell'hackerare un sito web per inserire dei link o dei reindirizzamenti al nostro sito, qui non si violano solo le norme dei motori ma anche la legge.

 

Creare pagie automatiche prendendo i dati da un database modificandoli lievemente perché non risultino identiche, saranno tutte però molto simili e potranno esssere migliaia, facendo crescere il sito come numero di pagine e anche come popolarità. Tuttavia oggi i contenuti anche simili sono visti come duplicati per cui il rischio di questa tecnica è molto elevato.

 

I ghost link sono link automatiche che restano nelle pagine pochi giorni, una volta che il motore è passato e li ha rilevati scompaiono passando link popularity al sito target.

 

Queste tecniche che abbiamo appena elencato sono quelle più conosciute e obiettivamente potremmo dire che se nei primi anni 200 funzionavano oggi non è più così, sono tutte facilmente individuabili e a forte rischio di penalizzazione.

 

Le tecniche più efficaci sono quelle segrete, individuate da un esperto SEO negli anni di attività, magari per caso oppure dopo tanti tentativi falliti, che resteranno segrete e non verranno mai divulgate online per evitare che vengano utilizzate da tanti siti e di conseguenza facilmente individuabili col passare del tempo.

 

 

SEO blak hat

 

 

Conclusione

 

Seguire le linee guida ci consente non solo di essere tranquilli e di non vanificare il lavoro svolto con pazienza e dedizione, ma anche di consolidare un risultato nel tempo.

 

Utilizzando tecniche fraudolente di Black Hat SEO sappiamo già che nel 99% dei casi saremo scoperti e che nel giro di qualche mese verremo penalizzati. Tuttavia se quello che ci serve è una visibilità per un periodo limitato possono darci quella spinta in più, ma scosigliamo di percorrere questa strada.

 

L'algoritmo di Google è molto sofisticato e calibrato per scoprire nuove tecniche manipolative, questo per consentire al motore di fornire risultati sempre più elevati qualitativamente, cosa non possibile se vengono mostrati siti che utilizzano queste tecniche.

 

 

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