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La storia dei siti web

Evoluzione e storia dei siti web

Nel 1991 il britannico Tim-Berners Lee lanciò il World Wide Web mettendo online il primo sito internet della storia. Da allora è stata fatta tanta strada, le tecnologie sono cresciute in modo esponenziale permettendoci di pubblicare e creare di tutto in rete, trasformando il web nel più grande contenitore per il lavoro, il tempo llibero e la socializzazione.

Tim-Berners Lee era un tecnico del CERN di Ginevra, nel sito che pubblicò descriveva le specifiche tecniche di un nuovo sistema di comunicazione basato sugli indirizzi IP che utilizzava delle pagine web scritte in linguaggio HTML, un linguaggio di formattazione che consentiva di impaginare i contenuti visibili poi attraverso i browser e una connessione alla rete.

 

Chi naviga sul web fin dall'alba dei tempi ricorderà com'erano i siti internet dei primi anni '90: delle pagine di solo testo collegate da link testuali. In seguito il W3C (World Wide Web Consortium), l'organo internazionale che si occupa di gestire e sviluppare tutte le potenzialità del web, introdusse le tabelle, da quel momento le pagine si fecero un po' più articolate e si videro le prime immagini e le prime animazioni create utilizzando delle GIF animate.

Successivamente uscirono i primi linguaggi dinamici tra cui PHP che ad oggi è il più utilizzato in rete, Javascript che permetteva di creare animazioni e interazioni dinamiche lato client, e infine una nuova tecnologia che rivoluzionò i siti web e dette un impulso incredibile specialmente a livello creativo: Flash, di cui parleremo approfonditamente in seguito.

 

In pochi anni il web ha rivoluzionato le nostre vite diventando lo strumento di comunicazione preferito sia dai privati che dalle aziende, uno strumento inizialmente molto sottovalutato, tanto che molte previsioni dei guru dell'informatica lo davano per morto dopo pochi anni.

 

 

Macromedia Flash

 

Nel 1996 Macromedia acquista un programma che animava grafiche vettoriali denominao Future Splash e lo inizia a commercializzare con il nome di Flash. Da quel giorno è stata una continua evoluzione con nuove versioni che venivano rilasciate con cadenza quasi annuale sempre più evolute, dalla gestione dei video a funzionalità e plugin che permettevano di fare siti interattivi in maniera talmente avanzata che oggi facciamo fatica ad eguagliarli (anzi potremmo dire che siamo ben lontani dalla qualità dei siti Flash).

 

Nel 2005 Adobe acquisisce macromedia e include Flash nelle proprie suite assieme a programmi come Dreamweaver e Photoshop, a partire dalla CS3 Flash entra a far parte della famiglia Adobe che continuerà a svilupparlo fino al 2017 dove annuncerà la sua fine per il 2020.

Oltre ad utilizzarlo con i suoi strumenti si poteva programmare utilizzando il suo linguaggio di programmazione chiamato Actionscript, se ben utilizzato permetteva di fare animazioni oggi impensabili, era un linguaggio abbastanza complesso e sempre in evoluzione, ad ogni nuova release occorreva studiare parecchio perché cambiava in maniera decisa, ma ne valeva la pena visti i risultati che si potevano ottenere.

 

Per leggere i siti Flash i browser dovevano installare un tool chiamato Flash Player, gratuito e disponibile per tutte le piattaforme, ai tempi non esisteva browser che non lo avesse, quando si apriva un sito Flash se non si possedeva il lettore veniva proposto di installarlo, una procedura rapissiima e semplicissima, ma ci fu qualcuno che decise di non volere questo lettore nella propria piattaforma decretandone la morte: IOS. La Apple a mio avviso fu la principale causa di morte di questa tencnologia, mentre Android consentiva di utilizzare i siti Flash nei propri smartphone la Apple decise il contrario e vista la diffusione degli iPhone era impensabile costruire un sito che lo smartphone più venduto al mondo non poteva visualizzare.

inizialmente si facevano con una doppia versione, Flash per tutti e HTML per gli iPhone, tuttavia era solo un ripiego che non poteva colmare questa lacuna.

 

Aveva diverse problematiche legate all'accessibilità, all'ottimizzazione SEO, all'obbligo di utilizzare un plugin per poterlo visualizzare, tuttavia dalla morte di questa tecnologia non si sono più visti siti così impattanti, purtroppo chi si è avvicinato a questa professione negli ultimi anni non ha idea della qualità e della dinamicità dei lavori che furono realizzati, si facevano dei contest internazionali dove si vedevano lavori impressionanti, oggi impensabili con le tencologie attuali.

 

 

Come nasce un sito web

 

 

L'avvento dei CMS

 

Verso gli anni 2000 videro la luce i primi CMS (Content Management System), ovvero i gestori contenuti che permettono di modificare e creare sia i contenuti che la grafica di un sito web senza possedere alcuna conoscenza in ambito di programmazione.

Questo consentì ai clienti finali di poter gestire i contenuti all'interno del proprio sito web senza l'ausilio di un'agenzia specializzata, ad esempio per caricare una news o una foto potevano collegarsi al gestionale e farlo in autonomia, diventarono completamente autonomi, con un doppio vantaggio a mio avviso: sia per il cliente che abbatteva i costi di mantenimento portandoli a zero che per l'agenzia che poteva dedicarsi alla parte dello sviluppo evitando l'aggiornamento dei contenuti che non è certamente la parte più stimolante del nosttro lavoro.

 

Metaphoria fu il primo CMS della storia, oggi completamente sconosciuto e dimenticato fu il programma che costruì le basi per i CMS attuali. Nel 2003 uscì il CMS più conosciuto e anche più utilizzato al mondo: Wordpress, nato come semplice blog oggi si presta ad ogni utilizzo, dal semplice sito vetrina all'e-commerce. Tuttavia ne sono nati tantssimi, alcuni più conosciuti altri meno, senza considerare che molte web agency hanno unu proprio CMS da loro sviluppato per la creazione di siti web custom.

 

La mia opinione sui CMS open source è che hanno appiattito il web, i siti sono tutti simili perché vengono utilizzati quasi sempre template pronti ai quali si apportano lievi modifiche per andare incontro alle richieste dei clienti che a loro volta sono uguali al 90% dei siti internet pubblicai in rete, inoltre hanno permesso a figure non qualificate di fare questo lavoro, figure che non hanno conoscenze approfondine di programmazione e grafica che buttano ini rete migliaia di siti tutti uguali. Purtroppo dall'avvento dei CMS open source la creatività in rete è andata scomparendo a vantaggio di una diffusione incontrollata di siti web a basso costo standardizzati.

 

 

Web 2.0, 3.0 e 4.0

 

Agli albori avevamo il web 1.0 che però veniva chiamato semplicemente web, ancora non sapevamo che avremmo avuto le versioni 2.0 e successive.

 

Il web 2.0 potremmo dire che è stato caratteriszzato dall'avvento dei social media e da tutte le nuove forme di comunicazione in rete come blog e forum che permettavano agli utenti di comunicare tra di loro condividendo contenuti, foto, video, diventando loro stessi gli autori dei contenuti e non più solo il proprietario del sito web.

 

Nel 2006 si inizia a parlare di web 3.0, qui la cosa si fa più complessa, il web viene visto come un enorme database da cui recuperare informazioni, scopriamo al definizione di web semantico dove tutte le informazioni sono collegate tra di loro, abbiamo le prime intelligenze artificiali in grado di dialogare con gli utenti. Tutto questo permette alal rete di entrare in modo molto forte nelle nostre vite rendendoci sempre tutti connessi.

 

E il web 4.0? Come sarà? Sicuramente avrà un ruolo fondamentale la realtà aumentata e l'interazione con i bot, avremo un vero e proprio alter ego digitale e verremo aiutati nello svolgere le nostre funzioni quotidiane da intelligenze artificiali con cui dialogheremo, ma è ancora in divenire e dare una definizione precisa al momento non è facile.

 

 

Evoluzione dei siti internet

 

 

Conclusioni

 

Dagli albori ad oggi i siti interne sono stati coinvolti da tantissimi cambiamenti, da semplici pagine di testo oggi possono contenere video, animazioni e  funzionalità di tutti i tipi, non sono più delle semplici pagine da leggere ma potenti mezzi di comunicazione per fare business e condividere tutto quello che vogliamo, sono diventati i nostri referenti principali per tutto, per socializzare e per acquistare e vendere prodotti in ogni parte del mondo.

Hanno dato la possibilità a molte professioni di evolversi e di farsi conoscere in luoghi che non avrebbero mai potuto raggiungere prima dell'avvento del World Wide Web.

Hanno abbattuto le distanze geografiche e dato a chiunque la possibilità di esprimersi senza compromessi e condizionamenti.

 

 

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